Chiesa Cristiana Evangelica A. D. I.

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Giornata Evangelistica della Provincia di Messina
Domenica 4 settembre, a Gioiosa Marea (ME), si svolgerà una giornata evangelistica della provincia di Messina. Per l'occasione interverrà il fr.llo Alfonso Faseli, pastore a S. Biagio Platani (AG).
 
 
 
 
 
 
1° Convegno Missionario delle Assemblee di Dio in Italia
Da qualche anno le Assemblee di Dio in Italia sono impegnate nelle missioni estere con propri operai sul campo e riteniamo sia venuto il momento di organizzare il 1° Convegno Missionario Nazionale. Nel corso delle riunioni si approfondirà il tema delle missioni, ci s’incontrerà intorno alla Parola di Dio e si pregherà per una potente effusione di Spirito Santo. Siamo certi che il Signore continuerà a chiamare operai a lavorare nella Sua vigna, anche oltre i nostri confini nazionali.
Il 1° Convegno Missionario Nazionale ADI si terrà, Dio volendo, a Torino dal 20 al 22 maggio 2016, presso i locali della Chiesa Cristiana Evangelica ADI di via Spalato 9/B.
Per l’occasione abbiamo invitato due servitori del Signore, impegnati da alcuni decenni nelle missioni: Greg MUNDIS, missionario dal 1978 e ora Direttore Esecutivo delle Assemblies of God World Missions, già conosciuto e apprezzato in seno alla nostra Opera; Rick CUNNINGHAM, missionario dal 1983 delle Assemblies of God USA, in Romania, insegnante, pastore ed educatore.
A questo Convegno possono partecipare tutti gli iscritti al Ruolo Generale dei Ministeri ADI, i pastori delle Chiese Cristiane Evangeliche del Nord Europa (CCINE) ed anche i membri delle suddette chiese.
E' possibile iscriversi compilando il modulo di registrazione presente su www.adi-torino.it/eventi. Il termine ultimo per potersi iscrivere è il 30 aprile 2016.
 
 
 
Santa Cena del 19 aprile 2015
Per la grazia di Dio abbiamo avuto la gioia di celebrare la cena del Signore nella chiesa di S. Stefano di Camastra. Per l'occasione, oltre a un gruppo di fedeli della chiesa di S. Agata Militello che hanno rallegrato i nostri cuori, è stato presente il fratello Biagio Vitale attivo collaboratore nell'opera di Dio nel paese di Capo d'Orlando. La predicazione era tratta dal Vangelo, dove i due discepoli sulla via di Emmaus camminavano con Gesù senza però riconoscerlo: è stato un monito per noi tutti, in quanto molte volte nella vita i nostri occhi sono impediti dalle sollecitudini e dai problemi in maniera che non sentiamo la presenza del Signore, sebbene Egli sia accanto a noi. Abbiamo infine ricordato la morte e la resurrezione di Gesù e annunciato il suo ritorno prendendo i simboli del sangue e del corpo di Cristo.
Dio ci benedica!
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Francesco Toppi "promosso alla gloria"
Dopo una vita spesa nell’onorato servizio a favore dell’opera di Dio in Italia, e un ultimo lungo periodo di malattia, il Signore ha chiamato alla casa del Padre il 14 agosto 2014 il fratello Francesco Toppi, presidente emerito delle Assemblee di Dio in Italia. Sosteniamo in preghiera la sorella Annamaria, la cara moglie del fratello Toppi, e la figlia Lucilla. "La morte de' santi del Signore è preziosa nel suo cospetto." (Salmo 116. 15)
 
 
 
"Il savio prende le anime." (Proverbi 11. 30b)
Impegnamoci per l'evangelizzazione personale! Il Signore benedica la sua Chiesa in questi ultimi giorni, e ci dia la grazia di annunciare il suo Nome e conquistare anime a Cristo.
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"Fratelli miei, abbandonate per sempre, con ripugnanza e disgusto, qualsiasi dottrina che possa portarvi a pensare che una qualsiasi opera o virtù, una qualsiasi cosa pura o amabile, possa venire dall'uomo. Fate attenzione. Seppure questa dottrina si presentasse a voi sotto le mentite spoglie dello zelo e si truccasse per apparire bella, altro non è che l'antica adulterazione papale. Se le permettete di giungere alle sue logiche conclusioni, vi porterà subito a pensare che la salvezza si consegue in base a meriti personali. TENETE ALTO IL VESSILLO DELLA GRAZIA, trasmessoci da Paolo direttamente dal Signore Gesù. Ritenete, credete e affermate che tutte le cose della nuova creazione provengono da Dio."
(da un sermone predicato da Charles Haddon Spurgeon)
 
 
 
Sei lavato nel Sangue?
Nel Sangue dell'Agnel che lava l'anima?
Sono le tue vesti senza macchia e bianche come neve?
Sei lavato nel Sangue dell'Agnel?
 
 
 
Quanto è dolce il suono
della Grazia Meravigliosa
Che salvò un miserabile come me!
Un tempo ero perduto,
ma ora sono stato ritrovato.
Ero cieco,
ma ora ci vedo.
 
 
 
"Io avevo un cuore pieno di lordure, eppure Dio mi ha amato! Avevo un cuore pieno di fornicazioni e adulteri, eppure Dio mi ha graziato! Avevo un cuore pieno di omicidi, eppure Dio mi ha voluto! Avevo un cuore che diffamava, spergiurava e bestemmiava, eppure Dio mi ha salvato! Oh fratelli, se potessimo solo vedere noi stessi come Dio ci vide nel momento in cui cademmo in Adamo e ci rovinammo tutti! Ci meraviglieremmo che gli occhi della Purezza Infinita abbiano mai potuto sopportare tale vista, che il cuore dell'Amore Immenso abbia potuto amarci. Dio non ci ha amati perché eravamo buoni, né perché in noi vi era qualcosa di apprezzabile o amabile. Ci ha amati solo perché ha voluto amarci, ci ha scelti solo perché ha voluto sceglierci, per glorificare il suo Nome."
(da un sermone predicato da Charles Haddon Spurgeon)
 
 
 
Questa fedele testimonianza dell’opera del nostro Signore originata in questa città di Chicago, Illinois, non è per mostrare colui lo scrive, ma bensì per la gloria di Dio che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà; Efesi 1-11. Io, Luigi Francescon, nato il 29 marzo 1866 nel comune di Cavasso Nuovo, Prov. di Udine, (Italia), di mestiere mosaicista. Venni in America dopo compiuto il mio servizio militare, arrivando a Chicago il 3 Marzo 1890.
Nell’istesso anno, udii l’Evangelo per mezzo della predicazione del fratello Michele Nardi. Nel Dicembre 1891 ebbi dal Signore l’esperienza della nuova nascita. Nel Marzo 1892, col gruppo evangelizzato dal fratello M. Nardi, ed alcune famiglie di fede Valdese fu formata in questa città la prima chiesa Presbiteriana Italiana, col Signor Filippo Grilli, Pastore, fui eletto uno dei tre Diaconi, e poi qualche anno appresso anziano.
Nel principio dell’anno 1894 trovandomi a Cincinnati, Ohio, per lavoro, mi avvenne una sera mentre nella mia camera in ginocchioni, leggevo il capitolo 2 della lettera a’ Colossesi, quando giunsi al verso 12 udii una voce che mi ripetette due volte: “Tu non hai ubbidito a questo mio comandamento”. Risposi: “Signore, niuno me ne ha parlato”. Il primo dell’anno 1895 presi per moglie Rosina Balzano, (salvata anch’essa nel mezzo di noi nel principio del 1892). Come membro dell’amministrazione di detta chiesa, parlai ad essa amministrazione del battesimo scritturale, e come il Signore stesso me lo ordinò di ubbidirlo: tutti mi si opposero, compreso il Pastore, cui avevo informato per lettera, l’istessa sera, che il Signore mi parlò!
Nell’anno 1898 il Signore salvò il fratello Giuseppe Beretta, per mezzo dei Metodisti Liberi, Americani, (Free Methodist) e poi qualche tempo appresso si unì anche lui con noi, Presbiteriani Italiani. Parlai ancora a lui molte volte del suddetto battesimo, ma lui al momento non lo comprendeva. Nel principio di Settembre 1903 venne in Elgin, Ill. (ove io ed il fratello G. Marin eseguivamo un lavoro) e gli parlai di nuovo in presenza di G. Marin della necessità di ubbidire al comandamento del nostro Signore; questa volta; (servendosi Iddio anche di altri mezzi) fu convinto, e due giorni dopo si fece battezzare ad Elgin stesso, da un fratello Americano, appartenente alla “Chiesa Dei Fratelli”, (Church of the Brethren). Allora gli dissi: “Fratello Beretta! ora che siete battezzato; Lunedì 7 corr. che è Labor Day, battezzerete ancora me.” La Domenica seguente giorno 6, toccava a me come anziano di presiedere, datosi che il Pastore si trovava in Italia, così ebbi l’opportunità di dire al popolo quello che avevo nel cuore, e dissi loro: “Dopo 9 anni che il Signore mi parlò di ubbidire al Suo comandamento, domani con l’aiuto di Dio ho l’opportunità di ubbidirlo, e se alcun di voi vuole assistere, venga al lago (Lake-front in Chicago), tale luogo, ora tale. Vennero quasi 25, e 18 di loro ubbidirono con me. Fummo immersi dal fratello G. Beretta.
Poco tempo dopo, il Pastore (F. Grilli) fece ritorno dall’Italia, e la prima Domenica che avemmo il servizio, dissi al Pastore che desiravo di dire alcune cose alla fratellanza prima del suo sermone; quello mi fu concesso; allora prima di tutto domandai al popolo se avevo fatto loro alcun torto, che lo testimoniassero; loro risposero che non avevano nulla contro di me; poi li esortai (la fratellanza) che se volevano partecipare alle promesse di Dio bisognava ubbidirlo secondo la Sua Parola. Dopo questo, diedi le mie dimissioni, cioè: Come anziano, segretario, ed anche da membro di quella chiesa. Loro tutti rimasero meravigliati, dicendomi che non li lasciassi, gli dissi che quella decisione, non era premeditata da me, ma che mi fu ordinata dal nostro Signore di farlo. Avvenne poi, che ancora coloro che ubbidirono al comandamento insieme a me, vollero uscire, ma non credetti cosa buona per loro di fare, ma con tutto ciò vollero separarsi; perciò fu necessario di radunarsi in qualche luogo, per il bene di coloro che non sapevano leggere. Così la prima radunata fu tenuta in casa del fratello Nicola Moles nella, quale elessero me per loro anziano, allora, io proposi anche i fratelli G. Beretta, e P. Menconi, per aprire i servizii, una settimana ciascuno. Dopo poche sere si decise di radunarsi in casa mia. Il 2 Dicembre 1903, partii per l’Italia per una visita ai miei di famiglia. Al mio ritorno a Chicago (nei primi di Maggio 1904) trovai in questi fratelli dei gonfiamenti, producendo contese senza fine. Vedendo questo, decisi di domandare consiglio al Signore come procedere; il Signore mi rispose di separarmi da loro fintanto che Lui (il Signore) me lo ordinava di ritornare nel mezzo di loro. Questo avvenne in Ottobre 1904. Con me uscirono ancora le famiglie di N. Moles, Alberto Di Cicco e qualche altro, e cosi insieme ci radunavamo di casa in casa nei giorni stabiliti, e tutte le Domeniche si rompeva il pane ricordando la morte del nostro Signore. Ecco, alcuni dei preliminari della grande opera che il Signore ha fatto per lo Spirito Santo nel popolo Italiano.
Nei ultimi d’Aprile 1907, il Signore mi fece incontrare con un fratello Americano, uno dei primi che ricevette la Promessa dello Spirito Santo in Los Angeles, l’anno 1906, e per mezzo di lui seppi, che al No. 943 W. North Ave., vi era una missione che si predicava la promessa dello S. S. e che il Pastore stesso (W. H. Durham) era stato fatto partecipe. La prima settimana, frequentai i loro servizii da solo, e il Signore mi assicurò che quella era l’opera Sua. La Domenica seguente vennero con me il resto del gruppo. Nel mese di Luglio, mia moglie fu la prima ad essere suggellata col dono dello S. S. parlando in lingua Svedese; la sorella Dora Di Cicco fu la seconda parlando in lingua Cinese. Il 25 d’Agosto il benigno Signore si compiacque di suggellare ancora me. In quel tempo che si aspettava la promessa, il Signore fece sapere al fratello W. H. Durham ed altri, che Lui (il Signore) mi aveva chiamato e preparato per portare il Suo messaggio al popolo Italiano; che poi appresso fu ancora confermato da Dio stesso. Nel principio di Settembre testimoniai alla famiglia di Pietro Ottolini, i quali vennero anche loro ad attendere ai servizii, e in pochi giorni furono ancora loro suggellati. Il 14 dell’istesso mese, venne ancora il fratello Giovanni Perrou, e ci domandai se conosceva l’Evangelo, lui mi rispose che era nato Evangelico, gli domandai ancora se aveva in lui la testimonianza d’esser salvato, lui mi rispose che non lo sapeva; allora l’esortai di domandare con tutto il suo cuore perdono a Dio, e poi cercare la promessa dello S. S. Lui ubbidì, ponendosi in ginocchioni, ed in quel momento, il benigno Signore lo lavò col Suo sangue, ed altresì, lo suggellò. S’imbatterono presenti i fratelli G. Marin, ed Agostino Lencioni, il quale quest’ultimo (A. Lencioni) prima era contrario, ma poi avendo veduto lui stesso come il Signore operò nel fratello G. Perrou, (quale lui conosceva) fu convinto a cercare anche lui la faccia del Signore.
Nell’Indimenticabile 15 Settembre dell’istesso anno, nella radunanza No. 1139 W. Grand Ave., il Signore si manifestò sul fratello A. Lencioni, fu creato del disturbo non discernendo l’opera di Dio. Due di loro presenti, vedendo questo mi vennero a chiamare, i quali furono i fratelli P. Menconi, e Luigi Garrou, dicendomi di andare nel luogo ove loro erano radunati. Prima di andare pregai il Signore, il quale mi ordinò di andare. Quando entrai in quel locale, il Signore mi riempì la bocca per parlar loro della potenza del sangue del patto eterno, e che per esso solo si può star ritti nella presenza di Dio, ed ottenere le Sue fedele promesse. Immantinente il Signore si manifestò con la Sua presenza, suggellando i fratelli P. Menconi, A. Andreoni, A. Lencioni, ed altri, e la fama del nostro Signore, e le Sue grandi opere fu sparsa, e saputo da tanti, quali ancora venivano per vederla, ed il Signore lo convinceva, e lo suggellava, vecchi e nuovi (nella fede) fra essi anche i fratelli G. Marin, ed Umberto Gazzari. Nelle prime settimane, il Signore chiamò molti Carraresi, fra i quali uno dei fedeli è viventi, il fratello Alessio Adriani. Quando ritornai alla radunanza di Grand Ave., il fratello P. Ottolini apriva il servizio e P. Menconi presiedeva. Nel terzo servizio che avemmo, avvenne che mentre il fratello P. Menconi saliva sul pulpito, il fratello P. Ottolini (spinto dallo S. S.) fece un salto, e gridò dicendo: “Fratello Menconi! fermati, il Signore mi dice che ha mandato il fratello L. Francescon nel mezzo di noi per ammaestrarci. Il fratello P. Menconi fu confermato dal Signore di starsene a sedere al presente, e che poi se ne avrebbe servito anche di lui. Così occupai di nuovo il posto di anziano di detta chiesa fino al 29 Giugno 1908.
Alla fine del mese di Ottobre, il Signore mandò mia moglie a Los Angeles, Calif. per dare la testimonianza della promessa alla famiglia del fratello N. Moles, che erano stabiliti in quella città da circa un anno prima della manifestazione dello S. S., col risultato che alcuni di loro furono suggellati; e poi si unirono coi fratelli Americani di quella città. In quel tempo vennero alcuni fratelli e sorelle da Hulberton, N. Y. a visitarci, avendo udito come il Signore stava operando nel mezzo di noi. Dopo pochi giorni furono ancora suggellati, e ritornarono a loro destinazione con la caparra nei loro cuori. Poco tempo dopo venne anche il fratello G. Beretta, ed anche lui ricevette il dono di Dio. In quel tempo, vennero nel mezzo di noi anche i fratelli Leopoldo Tedeschi, Michele Iacovetti (essi conoscevano l’Evangelo). Nel principio di Dicembre, il Signore parlò per la mia bocca, dicendo: “Io il Signore ho stanziato il Mio nome in questo luogo, se voi mi ubbidite e state umili, Io manderò nel mezzo di voi coloro che devono essere salvati. Vi terrò insieme per un poco di tempo per ammaestrarvi, poi manderò alcuni di voi fuori per raccogliere altre mie pecore. Questo è il segno che vi do per accertarvi che sono Io che ho parlato: Questo locale vi sarà piccolo per contenere le persone che Io vi manderò”. Appena dopo questa profezia, un fratello si sentì di comperare 60 sedie per aggiungerle a quelle che già avevamo. In quei giorni il Signore aveva operato nei fratelli Giacomo Lombardi, e Giovanni Rossi, ed altre famiglie, membri della chiesa Presbiteriana Italiana, come pure nei Cattolici, fra i quali anche il fratello Luigi Terragnoli. La Domenica seguente (dopo la profezia) tutte le sedie furono occupate, e diversi anche in piedi. Fu fatto il battesimo per questi ultimi, nel principio di Gennaio 1908, ed una settantina ubbidirono al comandamento del nostro Signore; la maggior parte di loro erano già suggellati con la promessa. Fra il 15 Settembre, alla fine di Dicembre 1907, il Signore fece tante miracolose guarigioni, malattie croniche ed incurabili alla scienza umana; qui sono 4 di tali casi: G. Lombardi, P. De Stefano, Lucia Menna, e Fidalma Andreoni. Il Signore altresì, permise che passassimo delle dure prove e persecuzioni; ma non si faceva caso di esse, perché la grazia di Dio abbondava nei nostri cuori, e le sue promesse erano fedeli.
In Gennaio 1908 i fratelli P. Ottolini, e G. Perrou, mossi dallo S. S. e con la comunione della chiesa, andarono nella città di New York (passando prima per Hulberton, N. Y.) col risultato che alcuni credettero, fra essi il fratello Silvio Margadonna. Dopo la partenza di P. Ottolini, il fratello A. Lencioni prese il suo posto, cioè di aprire il servizio. In Febbraio, il Signore fece sentire al fratello A. Lencioni di andare ad Hulberton, N. Y. e ribattezzare i credenti di quel luogo, perché non furono stati immersi seconda la Sua Parola, allora il fratello G. Lombardi prese l’ufficio di A. Lencioni, cui l’ebbe fino al 15 Luglio. In Marzo del seguente anno, il Signore fece sapere a me, ed al fratello G. Lombardi, di lasciare il lavoro materiale ed essere a Sua disposizione; per noi: ambedue ci trovavamo in una male condizione finanziaria con 6 piccoli figliuoli ciascuno, ma di non temere che Lui (il Signore) ne avrebbe preso cura delle nostre famiglie. Questa rivelazione ci fu confermata mediante il dono dell’interpretazione dei linguaggi; per cui restammo consolati di arrenderci interamente alla volontà del nostro Signore. Nel principio di Aprile, 4 fratelli partirono dal mezzo di noi nello spazio di 2 settimane, destinati per l’Italia; i quali 3 ritornarono indietro senza successo, e uno restò coi suoi di famiglia per un tempo, cui il Signore operò, e poi vennero a Chicago, (Il fratello menzionato che restò in Italia, era Demetrio Cristiani).
Nel mese di Aprile, il Signore ci mandò dei gloriosi messaggi, controllati dallo S. S. i quali ebbero quasi tutti il loro adempimento. Una delle profezie che ha già avuto il suo adempimento è la seguente: Un fratello, dopo aver data la sua testimonianza, parlò in linguaggio strano e poi si sedette; una nostra sorella che aveva il dono d’interpretazione, si alzò e disse: Il Signore ci fa sapere oggi, per la bocca di questo fratello che i santi d’Italia saranno perseguitati sotto il regno di Vittorio Emanuele III. (Notate bene, che quando questa profezia fu detta, la testimonianza di quest’opera non era ancora arrivata in Italia). Ora come tutti sappiamo detta profezia è stata letteralmente adempiuta l’anno 1936. Per ordine del Governo Italiano chiusero tutti i locali di riunione dei nostri fratelli, e proibiti di radunarsi dovunque, e coloro che venivano sorpresi riuniti, venivano multati; ed incarcerati, per solo motivo ch’essi servivano al Dio vivente secondo la fede Apostolica. Il 29 Giugno, il Signore mi fece sentire di andare a St. Louis, Mo.; prima di partire, ordinai per anziani di questa chiesa di Chicago, i fratelli Pietro Menconi, e A. Andreoni. Il fratello Lombardi mi raggiunse a St. Louis il 15 Luglio, e di là partimmo per la California nel principio di Settembre. Lui fece ritorno a Chicago, e poi partì di nuovo, per Roma, Italia; ove il Signore ne salvò parecchi, e furono da Lui (il Signore) piantati per essere suoi testimoni in quella nazione. Io rimasi a Los Angeles, raccolsi nella casa del fratello N. Moles alcune sorelle che erano state salvate e suggellate con lo S. S. nelle chiese Americane di quella città. In quel tempo il Signore salvò ancora il fratello Serafino Arena e famiglia, e qualche altro. Dopo un tempo, il fratello S. Arena si sentì di portare la testimonianza in Sicilia, Italia, quale ebbe molto successo. Il 3 Marzo 1909, ritornai a Chicago. Mosso dallo S. S., il 18 Aprile partii per Philadelphia, Pa., ove il Signore salvò il fratello Giovanni Marcucci, sua moglie, ed un figlio, sua sorella Carolina, ed una sua figliuola, e la sorella Concetta. Il Signore piantò bene l’opera Sua in quella città infra il popolo Italiano, quale fu confermata per il buon frutto che appresso diede alla gloria di Dio Padre. Ritornai a Chicago il 22 Luglio.
Per santa rivelazione e ben confermato, il 4 Settembre partii per Buenos Aires col fratello Lombardi, e Lucia Menna, ove il Signore operò nella famiglia di Michelangelo Menna, in una campagna della provincia di Buenos Aires. Ritornai a Buenos Aires col fratello Lombardi, e ci fu aperta una porta in quella città, ed anche in un sobborgo di essa. L’8 Marzo, 1910, partimmo da Buenos Aires (per comando del Signore) diretti per San Paolo, Brasile. Il secondo giorno, dopo arrivati in quella città, per guida Divina incontrammo in un giardino (chiamato Della Luce) un Italiano per nome Vincenzo Pievani (àteo) che abitava a Sant’Antonio Della Platina, Stato del Paranà, e gli parlammo della grazia di Dio. Due giorni dopo Pievani ritornò al suo paese, e noi rimanemmo nella città di San Paolo fino al 18 Aprile, in detto giorno per volontà del Signore Lombardi parti per Buenos Aires, ed io per S. Antonio Della Platina, arrivato in quel luogo trovai due Italiani, uno era il suddetto Pievani, ed un altro per nome Felicio A. Mascaro, le loro mogli con il rimanente degli abitanti di quel paese erano tutti Brasiliani, e tutti di fede cattolica Romana. Per andare in questo luogo ove il Signore mi fece sentire, non avevo nessuna direzione, all’infuori della seguente: V. Pievani, San Antonio Della Platina, Stato del Paranà. Vi era una sola linea ferroviaria che andava al sud di questo Stato, ma però con più di 200 chilometri di distanza dal punto più vicino di questa ferrovia a San Antonio, quale si trovava al nord dello Stato, in quel tempo non vi era nessuna via da quel punto che mi avrebbe aiutato, per recarmi a San Antonio, e nel mio cuore avevo in dubbio di prendere suddetta linea. Mi sentii di andare alla stazione ferroviaria e guardare la carta delle linee dei treni, e lo S. S. mi indicò la linea che dovevo prendere, cioè la Sorocabana che percorreva nello Stato di San Paolo, e la fine di essa linea si trovava vicino al nord dello Stato del Paranà, e l’ultima sua stazione in quel tempo era Salto Grande. Partii da San Paolo alle 5:30 A. M. con un mal di schiena che solo Iddio lo sa, impedendomi di procurami del cibo tutto quel giorno. Arrivai a Salto Grande alle 11 P. M.; luogo dove il Signore mi disse che aveva preparato ogni casa per me, per compiere la mia missione; e cosi veramente fu, solo che mi restava di fare un circa 70 chilometri a mezzo di cavalcatura, traversando foreste vergini infestate di jaguari, ed altre fiere di quei luoghi, feci il resto di quel viaggio con la guida di un Indiano, per grazia di Dio arrivai a San Antonio il 20 Aprile. Un’altra mia difficoltà era, che non sapevo nemmeno una parola del loro linguaggio, senza danaro, e poi ancora malato, ma Iddio che ha i cuori di tutti nelle Sue mani, mi fece vedere la prima maraviglia, ossia che mentre entravo in quella contrada di San Antonio, fece trovare la moglie dell’italiano (Vincenzo Pievani) alla finestra e ci disse: “Ecco l’uomo che io vi ho mandato”, (essi non mi aspettavano) così fui accolto in casa loro, e dopo pochi giorni il Signore aprì i loro cuori, e poi ancora altri nove, in tutti ne furono battezzati nell’acqua 11 di loro, ed ancora con fermati coi segni dell’Altissimo. Queste sono le primizie di quella grande opera di Dio, in quella nazione. Dopo questo, anche il nemico cominciò il suo lavoro per disfare l’opera di Dio, ma invano fu il suo lavoro. Il resto del popolo di quella contrada, sapendo del mio arrivo, ed ancora la mia missione, fecero una congiura contro di me di uccidermi, con un prete a capo di tutti. Non sarebbe stato alcun mezzo di scampo per me, se Iddio non fosse intervenuto coi suoi potenti mezzi. Il Signore mi aveva fatto sapere di stare là, fino al 20 Giugno, e in questa prova ero pure pronto di arrendermi ai miei nemici per risparmiare quei pochi di credenti, che volevano uccidere insieme a me. Iddio ne è testimone di questo, come pure i fratelli viventi di quel luogo. Partii da San Antonio il 20 Giugno, per San Paolo, appena arrivato in quella città, il Signore mi aprì una porta; col risultato che una ventina di anime accettarono la fede, parte di loro Presbiteriani, alcuni Battisti, Metodisti, e qualche Cattolico Romano; e quasi tutti gustarono la Divina Virtù. Alcuni di loro furono sanati, altri ancora suggellati col benedetto dono dello S. S. Verso la fine di Settembre partii per il Canale del Panamà lasciandoli nella mano di Dio, e con i consigli che Lui (il Signore) mi diede di dare loro, perchè Lui potesse per mezzo di loro continuare l’opera Sua in quei luoghi. Fino ad ora, il Signore mi ha mandato 9 volte nel Brasile, ed ogni volta, ho notato un maggior progresso nel mezzo di loro, tanto spirituale, come materiale. Qui vi do una prova che l’opera del Brasile è stata piantata dallo Spirito Santo, e guidata per esso: Nella città di San Paolo vi sono 30 radunanze, tutte di pari consentimento, con più di 6000 anime che rendono testimonianza della grazia di Dio. Nel rapporto dell’anno 1940, il numero delle radunanze della nostra fratellanza era di 305; dall’anno 1935 al 1940 ubbidirono 17, 761 anime al comandamento del nostro Signore, a Gesù la gloria. Ecco, come il benigno Iddio incominciò quest’opera Sua.
Pel battesimo dell’acqua, secondo il comandamento del Signor Gesù, siamo stati tirati fuori dalle sette umane, e dalle loro teorie. Pel dono dello Spirito Santo, fu inanimata, ed allargata; quale non occorre aggiungere altro perchè il risultato ne ha parlato, e ne parla ancora, di questa meravigliosa opera, fatta per la potente mano di Dio, quale sia data ogni gloria per Gesù Cristo benedetto in eterno. Altresì, ogni qualvolta che sono ritornato al Nord America ho sempre trovato delle novità in questi fratelli, cose differenti a quello che avevano ricevuto da principio. Ma ringrazio Iddio, che mi ha sempre illuminato, ed ancora di farmi discernere il bene, ed il male, rimanendo fermo nel Suo consiglio, e nella Sua verità.
Questa testimonianza è una storia (in breve) di quest’opera del nostro Signore, un ricordo per la mia famiglia, ed anche un conforto a questa fratellanza di Chicago, la quale una parte d’essa mi sostenne costantemente, fedele alla parola di Dio, prendendo meco la parte del nostro Signore, come pure tanti fratelli altrove, che non compromisero la loro celeste vocazione per rispetto umano, né per timore di quello che gli poteva fare l’uomo mortale, oppure per lusinghe o spaventi del maligno. Nelle battaglie del nostro Signore, molti ci hanno abbondonati, ma Iddio ne ha messo altri a posto loro, ed avvegnaché molti altri ancora ci lasciassero, pur sappiamo, che abbiamo un vero amico, che non lascia né abbandona i suoi fedeli, perciocché Egli è l’eterno Signore, il suo nome è la Parola di Dio, il Verace e Fedele, quel che giudica e guerreggia in giustizia, Alleluia. Fratelli guardiamoci dal nemico, e dal suo lusinghevole parlare, acciocché non cadiamo nei suoi lacci, ma fermi nel consiglio di Dio, acciocché possiamo essere congiunti con Lui, e con lo Spirito Santo, servendo il nostro Dio con lealtà, per la fede che abbiamo ricevuto da lui in Cristo Gesù nostro Salvatore. Ringrazio Iddio per Gesù Cristo, che Lui ha tenuto la mia mente sempre sveglia e chiara finora. Senza che avessi conservato ricordi o particolari della mia vita, né della gloriosa missione che il Benedetto mi chiamò per compiere, per la fede nel Signor Gesù e virtù dello Spirito Santo. Contemplando sempre dal monte della mia sottomissione al Signore Iddio mio, il panorama della Sua grande opera, vedendomi sempre presente in essa; e per raccontare (quando Lui mi dà l’opportunità) le Sue grandi meraviglie, le Sue misericordie, Suoi consigli e liberazioni ricevuti da Lui.
Vidi la Sua potenza e fedeltà alle Sue promesse, ed anche i Suoi giudicii; e questo ricordo è anche un dono di Dio che l’uomo riceve da Lui, per magnificare la Sua pazienza, e le Sue opere, per dare a Dio la lode e tutta la gloria per Gesù Cristo. Amen.
Chicago, Ill. Marzo 1942.
(In questa seconda edizione della mia breve testimonianza vi sono state fatte alcune correzioni alla prima, e di più questo che segue:)
Il Signore si compiacque di mandarmi di nuovo nel Brasile, questa volta con mia moglie. Partimmo da Chicago, Ill., il 27 Ottobre 1947. Restando nel Brasile fino al 18 Ottobre 1948. Trovammo quell’opera bene aumentata in numero, altresì prosperata nelle cose materiali, ed il loro progresso fu costante. Secondo il rapporto ufficiale del 1951 (qual devono dare ogni anno alle autorità civili dello stato di S. Paolo) nel quale risulta che il numero delle radunanze arrivarono a 815 dei quali 217 di loro proprietà.
Dall’anno 1942 al 1951 ubbidirono al comandamento del Signor Gesù 74.775 anime. Le 46 radunanze ora esistenti nella Città di S. Paolo, con le vicine sono rappresentate da 5 fratelli (trustees) curatori delle cose materiali, per rendere conto alle autorità, secondo come essa legge richiede, cioè per dare a Cesare le cose appartenenti a Cesare. La parte spirituale è governata dagli Anziani, per la Guida dello Spirito Santo, i quali si radunano una volta la settimana in preghiera per domandare consiglio e guida al Signore, poi viene comunicato alle radunanze quello che il Signore fa loro sentire.
Lo stesso vien fatto dagli Anziani in differenti zone fuori della Città di S. Paolo. Per i servizi di battesimi, sante cene, ecc., o per qualche urgente necessità, si radunano altresì in preghiera acciocché il Signore spinga chi egli vuole per tale occasione, facendo poi per loro quello che ha promesso nella sua parola, perciocché il volere e l’operare appartiene al Redentore e Signor nostro, quando la nostra confidenza è riposta tutta in Lui, Alleluia. Questa è la via del cielo approvata dall’eterno Signore. Amen.
311 N. Lombard Ave. - Giugno 1952 Oak Park, lllinois.
Luigi Francescon (1866-1964)

(Pubblicato da "Italian First Pentecostal Bible House - Established since 1938 - 6130 Glenoch St., Phila. 24, Pa.".)
 
 
 
Pace del Signore a tutti, mi chiamo Carlo e voglio rendere la mia personale testimonianza di salvezza per grazia mediante la fede in Gesù Cristo.
Ancor prima di nascere, il Signore ha protetto la mia vita, in quanto entrambi i miei genitori erano inconsapevolmente portatori sani di talassemia e c'era quindi per me un'alta probabilità di nascere malato, ma Dio non ha permesso che accadesse ciò.
Sono stato educato secondo gli insegnamenti della Sacra Bibbia (mio padre è un pastore), ma, nonostante questo abbia costituito per me un grande beneficio e vantaggio, non ero ancora salvato.
All'età di undici anni partecipai a un servizio di culto in un centro comunitario evangelico e la predicazione della Santa Scrittura fece breccia nel mio cuore. Dopo poco tempo però non feci tesoro dell'opera di Dio nella mia vita, e pian piano nella mia adolescenza mi allontanai dal Signore e iniziai a fare ciò che dispiace a lui.
All'apice del mio sviamento, durante una riunione di preghiera in chiesa, lo Spirito Santo parlò chiaramente in maniera soprannaturale per la bocca di un fratello in visita dall'estero (il quale non conosceva i sentimenti del mio cuore, perché io non li palesavo) rivolgendomi queste parole: “Dove sei? Dove sei? Vieni a me e io ti restauro!”. A quelle parole tremai. Chiesi perdono a Dio di tutti i miei peccati, credetti con tutto il mio cuore che Gesù era morto per me e che era risuscitato dai morti per la mia giustificazione; mi proposi così di ravvedermi e di cambiare vita. Ottenni così in quell'istante la pace nel cuore e la certezza della vita eterna.
Da quel momento in poi, molte volte il Signore è stato pronto a esaudire le mie preghiere, mi ha fortificato nei momenti di scoraggiamento e ha abbondantemente provveduto a tutti i miei bisogni. “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino: RAVVEDETEVI e CREDETE AL VANGELO” (Marco 1. 5)

P. S.: Se vuoi sapere di più riguardo la salute per grazia in Cristo, e ricevere gratuitamente la Sacra Bibbia, contattami:

Carlo Vitale
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90124 - Palermo

tel. 329 1354793
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"Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo, intorno a tutte le cose che Gesù prese a FARE, e ad INSEGNARE": con questa frase inizia il libro del Nuovo Testamento comunemente conosciuto nella Cristianità come "Atti degli Apostoli" o, da qualche altro, come i FATTI. E sono proprio i fatti, che contraddistinguono la vita del cristiano nel mondo.
L'esempio supremo del nostro Salvatore Gesù Cristo è chiarissimo: egli cominciò il suo cammino facendo prima del bene a tutti e poi proclamando il vangelo del Regno: "Iddio ha unto di Spirito Santo, e di potenza, Gesù di Nazaret, il quale andò attorno FACENDO BENEFICII, e SANANDO tutti coloro che erano posseduti dal diavolo, perciocchè Iddio era con lui." (Fatti 10. 38)
Oggi invece impera una visione di un cristianesimo di facciata, più attento alle forme piuttosto che alla sostanza, ma chi ha conosciuto personalmente il Signore ha ricevuto da lui di camminare nelle opere che ha già innanzi preparato per noi: "O Eterno, tu ci darai la pace; poiché ogni opera nostra SEI TU che la compi per noi." (Isaia 26. 12, VR)
"Perciò, deposta ogni lordura, e feccia di malizia, ricevete con mansuetudine la parola innestata in voi, la quale può salvar le anime vostre. E siate FACITORI della parola, e non solo uditori; ingannando voi stessi. Perciocché, se alcuno è uditor della parola, e non facitore, egli è simile ad un uomo che considera la sua natia faccia in uno specchio. Imperocché, dopo ch' egli si è mirato, egli se ne va, e subito ha dimenticato quale egli fosse. Ma chi avrà riguardato bene addentro nella legge perfetta, che è la LEGGE DELLA LIBERTA', e sarà perseverato; esso, non essendo uditore dimentichevole, ma facitor dell' opera, sarà beato nel suo operare. Se alcuno pare esser religioso fra voi, e non tiene a freno la sua lingua, ma seduce il cuor suo, LA RELIGION DI QUEL TALE E' VANA. La religione pura ed immacolata, dinanzi a Dio e Padre, è questa; visitar gli orfani, e le vedove, nelle loro afflizioni; e conservarsi puro dal mondo." (Giacomo 1. 21-27)
Che Dio ci aiuti affinché le azioni, mosse da una fede sincera e senza illusori intenti meritori o vanagloriosi, possano procedere le parole; affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro, che è nei cieli! (Matteo 5. 16).
 
 
 
 
Il 21 luglio 2013 si terrà un servizio di Santa Cena nella comunità pentecostale di Santo Stefano di Camastra. Sarà un'occasione per i fedeli di commemorare la morte del nostro Signore Gesù Cristo e di annunciarne il ritorno. Con noi sarà presente il fratello Biagio Vitale della chiesa di Piacenza. Certi che il Signore benedirà questo culto, ci affidiamo a Lui affinché guidi ogni cosa alla sua lode e gloria.
"Noi crediamo nella Santa Cena che Gesù: “poi, avendo preso il pane, rendé grazie, e lo ruppe, e lo diede loro dicendo: Quest’è il mio corpo, il quale è dato per voi; fate questo in rammemorazione di me. Parimente ancora, dopo aver cenato, diede loro il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso per voi."
 
 
 
 
Domenica 4 Marzo 2012 abbiamo avuto la gioia di avere con noi i volontari dell’associazione CRI. VO. P. ONLUS, che si prefigge lo scopo di sostenere le persone detenute in carcere e le loro famiglie con aiuti umanitari, sociali e con la predicazione del Vangelo. Il fratello Michele Recupero ha illustrato questa attività mostrando come il Signore ha aperto le porte nei vari penitenziari della Sicilia e dell’Italia, salvando e donando nuova vita a ex criminali che hanno accettato Gesù nella loro vita e adesso servono il Signore. Il fratello Antonino Vitale ha esposto il messaggio della Parola di Dio in Matteo 25: “… fui prigioniero, e veniste a trovarmi.” Preghiamo e sosteniamo questa opera in favore di quelli che hanno sbagliato nella loro vita, ma hanno bisogno di ravvedimento e della vita eterna in Cristo. “Ricordatevi de' prigioni, come essendo lor compagni di prigione” (Ebrei 13. 3).
 
 
 
 
A distanza di trent’anni che servo il Signore, cresce sempre di più l’amore verso il mio Salvatore Gesù Cristo benedetto in eterno.
Io, Adamo Concetta, sono nata e cresciuta nella fede cattolica fino all’età di 30 anni. Sposata e madre di due figlie femmine, nel 1972 mi trasferii in Germania con la mia famiglia per motivi di lavoro. Nei primi mesi avemmo molte difficoltà a trovare un’occupazione, ma dopo un altro paio di mesi si aprì una strada: mio marito trovò un lavoro e io ero in attesa del permesso di soggiorno. Mio marito andò al consolato a richiedere i documenti necessari per il soggiorno di lavoro per me, e così gli dissero: “Venite fra due settimane”. Quando mio marito e mio cognato tornarono per ritirare questi documenti, appresi con grande dispiacere la notizia che avevo una malattia infettiva e perciò non mi avrebbero rilasciato il permesso di soggiorno. Non potete immaginare quante cose mi passarono per la mente in quel momento: pensavamo di rientrare nuovamente in Italia, ma il Signore che io ancora non conoscevo aveva un piano per me e la mia famiglia.
Un giorno mio marito incontrò un amico che parlava bene il tedesco, e così gli spiegò il nostro problema. Andarono di nuovo al consolato per ricevere delle spiegazioni e lì, con tanta tranquillità, fu spiegato loro che c’era stato un equivoco perché mio marito e mio cognato non conoscevano bene la lingua tedesca e avevano capito male; dissero inoltre che entro una settimana sarebbe arrivato a casa il permesso di soggiorno. Ma in tutto questo il Signore vegliava sulla mia famiglia, senza che noi lo sapevamo, perché solo in un secondo tempo avremmo capito che quella nostra emigrazione era per Volontà di Dio, ché dopo tre anni siamo venuti alla conoscenza dell’Evangelo, potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede (Epistola di S. Paolo apostolo ai Romani 1:16).
Voglio dire che, quando mi parlarono della Bibbia che a me era sconosciuta, non avevo fiducia in quello che mi dicevano. Quando andai in ferie al mio paese, mi informai con mia zia che era madre superiora cattolica. Le chiesi che cos’era la Bibbia, e lei mi rispose che era la Parola di Dio e mi disse: “Mi vergogno di non averti mai parlato della Parola di Dio!”. Così un giorno, a mia sorpresa, mi regalò una Bibbia. Io in quel periodo non avevo molto interesse per la Parola del Signore, ma la tenevo solo per contrastare quelli che venivano a trovarmi per parlare dell’Evangelo. E così, orgogliosa della Bibbia cattolica, attaccavo coloro che avevano la Bibbia evangelica, ma con mia grande sorpresa dopo tanti confronti ho scoperto che ero io a non avere capito niente dell’Evangelo. Quindi per curiosità ho frequentato la comunità che per le prime volte mi sembrava molto singolare e curiosa. Però frequentando quelle persone vedevo in loro tanta pace e gioia che io non avevo, e ancora di più i cantici che loro cantavano facevano sentire quella sensazione di pace e serenità. Così io e la mia famiglia continuavamo ad andare in comunità, scoprendo sempre di più che le cose che facevo prima – come partecipare alle feste mondane – non contavano più per me e mi lasciavano indifferente; solo quando andavo in comunità mi sentivo felice, serena e gioiosa grazie al Signore che stava lavorando il mio cuore. Abbiamo iniziato a fare la preghiera a casa mia con altri fratelli, specialmente con la famiglia Napolitano che ci è stata di grande incoraggiamento e ogni giorno facevamo le prime esperienze con il Signore. Non posso mai scordare quei momenti indimenticabili, ma nonostante tutto quello che il Signore faceva io ero dura nel fare patto con Lui, e dopo di questo il battesimo dell’acqua. Io pensavo che facendo questo passo dovevo essere in obbligo di fare ciò che la Sua Parola mi diceva, e non mi sentivo di compiere la decisione di battezzarmi.
Però, come dice il Signore: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri e le mie vie non sono le vostre vie” (Libro del profeta Isaia 55:8). Così una sera durante il culto, il pastore Decio Vitale disse: “Tutti quelli che devono battezzarsi alzino la mano”; e grazie a una forza che non veniva da me, ma dal Signore, alzai la mano. Questo destò la sorpresa di tutta la chiesa perché tutti sapevano come la pensavo. Il pastore, un po’ incredulo, alla fine del culto mi disse: “Sei sicura di quello che fai?”; io, con la gioia nel cuore, gli risposi che ero una figliola di Dio a tutti gli effetti! Così, il 23 marzo del 1975 ho fatto patto con il Signore e posso dire a distanza di tanti anni che non mi sono mai pentita di fare la Sua Volontà. Poi il Signore ha voluto donarmi il battesimo nello Spirito Santo con il parlare in altre lingue dopo cinque mesi dal battesimo in acqua.
A Dio va tutta la gloria e la mia riconoscenza.
Concetta Adamo




Mi chiamo Biagio Vitale, ho 23 anni, vivo e lavoro a Cuneo. Prima che nascessi ai miei genitori dissero che per colpa di un problema congenito, che sconoscevano, sarebbe dovuto nascere un bambino affetto di Talassemia, una terribile malattia che porta ad una grave anemia per cui si sarebbe costretti a ricorrere a trasfusioni e assunzioni di medicinali per tutta la vita. Ringrazio Gesù perché né io né mio fratello abbiamo alcun tipo di problema del genere. Questo è semplicemente un miracolo. Ma il miracolo più grande è stato per me la salvezza. In casa mia spesso si leggeva la Bibbia, per ogni bisogno si pregava Dio chiedendo il Suo aiuto ma io volevo qualcos’altro. Mi immersi in tutto quello che poteva aggiungermi conoscenza, nella lettura, nello studio, nella musica classica. La mia “corsa” sfrenata non riusciva mai a raggiungere la meta, mentre sfuggivo da pensieri che mi confondevano: perché sei nato? Cosa accadrà dopo la morte? Perché non hai gioia nel cuore?. Un giovedì sera di Maggio, però, ho sentito qualcuno che diceva : “Oggi, se ascolti la Sua voce, non indurire il tuo cuore! (Ebrei 3:15)”. Fermandomi a riflettere, il mio cuore era duro e insensibile e non ero abituato ad ascoltare la voce amorevole di Gesù, il Risorto e il Vivente, che mi diceva di essere morto per i miei peccati. A casa, ai piedi del letto, piansi davanti a Dio, chiedendo perdono per i miei peccati, credendo che Gesù è il Re della mia vita e accettandolo nel mio cuore. Le lacrime tristi divennero lacrime di gioia e da quel momento ho la certezza della vita eterna in Cristo. Gesù è morto ed è risorto anche per te. Credi in Lui ed avrai gioia e vita eterna nel Suo nome. Dio ti benedica.
(dal sito www.adi-cuneo.it)




Per la grazia di Dio, sabato 13 marzo i pastori e i responsabili delle Assemblee di Dio in Italia della provincia di Messina si sono riunite nella Chiesa Cristiana di Via Luigi Capuana in Sant'Agata Militello, curata dal fratello Davide Valentino, per rinsaldare insieme il vincolo della comunione fraterna.
Per l'occasione era presente il fratello Simone Caporaletti, pastore a Bologna, Modena e Carpi (MO), il quale nel culto serale ha portato la Parola di Dio come si trova scritta nel capitolo 43 del libro della Genesi. Il coro della comunità di Barcellona Pozzo di Gotto ha altresì cantato sotto l'impulso della grazia dei salmi alla gloria del Signore.
Il Signore sia lodato, e la Pace di Dio sia con tutti noi!
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La terra trema: sono i segni degli ultimi tempi. Gesù l'aveva detto; tutte queste sono le cose che devono precedere il suo ritorno. Ma prima l'evangelo del Regno dovrà essere predicato a tutte le genti.
In questi mesi i paesi di San Fratello, Caronia e Militello Rosmarino stanno cedendo sotto le scosse delle frane e degli smottamenti; molta gente ha perso la propria casa e non potrà più farvi ritorno. Negli ultimi tempi della pazienza di Dio, preghiamo affinché tanta gente possa venire alla conoscenza della verità dell'Evangelo di Cristo abbandonando la religiosità idolatra che tiene legati le menti e i cuori e che, messi davanti alla precarietà della vita terrena, possa pensare al suo destino eterno.
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Con l'aiuto del nostro grande Signore, vogliamo di vero cuore essere riconoscenti a Dio, perché abbiamo avuto la bella opportunità di essere riuniti assieme al suo popolo l'11 febbraio 2010, nei locali dell'Hotel Olimpo di Letojanni (Me), dove la comunità locale condotta dal fratello Alfio Grancagnolo ha accolto i fedeli della provincia.
A portare il consiglio della Parola di Dio è stato il fratello Giovanni Villari, che cura la comunità di Siracusa, meditando le parole di Asaf nel Salmo 73, quando questo servitore di Dio stava quasi per sviarsi dalla verità perché portava invidia agli insensati, per la loro temporanea prosperità: ma, se consideriamo la fine di costoro, il Signore ci porta alla realtà e ci fa comprendere che il nostro unico bene è di stare uniti a Lui.
A Dio la gloria.
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Sia ringraziato e sempre lodato Dio per Gesù Cristo, ché il 25 dicembre 2009 abbiamo avuto la grazia di essere presenti assieme alla fratellanza della provincia di Messina, nei locali della Chiesa Cristiana del Rione Camaro condotta dal fratello Giuseppe Melluso, in occasione del XVII Incontro Provinciale Giovanile.
Per l'occasione era presente con noi il caro fratello Terence Gene Peretti, missionario italoamericano che da oltre trent'anni serve Iddio nel nostro Paese, il quale ha presentato da parte del Signore uno studio biblico di aspetto pratico e riguardante lo sviluppo del carattere e della maturità del credente, partendo dai consigli di Paolo apostolo nella seconda epistola a Timoteo.
Le anime nostre sono state grandemente edificate anche nei culti della mattina e della sera, nel mezzo dei quali lo Spirito si è usato dei fratelli Alfio Grancagnolo e ancora Peretti nella predicazione della Santa Parola di Dio, e pure gustando la comunione fraterna nel mangiare insieme i pasti per il pranzo.
Siamo felici perché, mentre il mondo con ansia febbrile era impegnato in celebrazioni natalizie prive di significato e nelle quali manca la reale presenza di Cristo, la Chiesa di Dio era riunita per celebrare veramente il Signore, il quale non ha mancato di benedirci e di stare con noi!
A Dio sol savio, Salvator nostro, sia gloria e magnificenza; imperio, e podestà; ed ora, e per tutti i secoli. Amen.
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Benedetto sia Iddio, e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale, secondo la sua gran misericordia, ci ha rigenerati in isperanza viva, per la risurrezione di Gesù Cristo da' morti!
Grazie a Lui giorno 21 novembre 2009 abbiamo potuto gioire insieme alla chiesa di Spadafora e al fratello Salvatore Arancio, pastore, celebrando Iddio per la misericordia che avuto verso il popolo di quelle zone, concedendogli di edificare un nuovo locale per le riunioni della comunità. La Parola è stata predicata dal fratello Davide Di Iorio, anziano delle chiese di Reggio Calabria e Pellaro (RC), che ha considerato la visione del profeta Isaia come viene esposta nel capitolo sesto del libro, quando vide il Signore seduto sopra un alto ed elevato trono, e il lembo della sua veste riempiva il Tempio.
È stata anche un'occasione evangelistica perché molti infedeli erano presenti e hanno potuto ascoltare il messaggio del Signore: preghiamo che Dio tocchi il loro cuore e li converta dalle tenebre alla sua meravigliosa luce, dalla podestà di Satana a Dio.
Il sabato seguente la comunità ha organizzato un incontro provinciale di tutte le chiese associate alle ADI della provincia di Messina e insieme abbiamo gustato la comunione fraterna e la presenza di Dio. Il soggetto della giornata che Dio ha voluto che noi meditassimo è stato il servizio cristiano, i cui aspetti sono stati ampiamente trattati dal fratello Rodolfo Arata (pastore a Palermo - Rione Noce) e quindi ripresi nel culto serale nel quale è stata predicata la Parola nel momento in cui Iddio rapì il profeta Elia in un turbo ed Eliseo ricevette una parte doppia dello Spirito, incoraggiandoci altresì a desiderare le cose che sono di lassù e avere la fede di ottenerle.
Inoltre, in queste benedette riunioni, canzoni spirituali sono state maestrevolmente innalzate a Dio dai cori delle comunità di Barcellona Pozzo di Gotto - Spadafora e di Milazzo, cantando lietamente alla Rocca della nostra salute.
Iddio sia sempre lodato!
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Con cuore grato a Dio scriviamo ai lettori del Risveglio Pentecostale, ringraziandoLo per come l’opera Sua va avanti nelle nostre zone. Il Signore ci ha dato grazia di svolgere dei culti evangelistici all’aperto nei mesi di giugno e luglio a S. Stefano di Camastra e Castel di Tusa (Me). Il 4 luglio una giovane credente ha fatto patto col Signore scendendo nelle acque battesimali, nel mare di Villa Margi - Reitano (Me). È stato motivo di gioia per tutta la comunità e di testimonianza agli astanti, che hanno ascoltato la predicazione dell’Evangelo. Successivamente abbiamo avuto la gradita visita del fratello Raffaele Paglia, pastore ad Andretta e Montecalvo Irpino (Av), che ha portato il messaggio della Parola di Dio meditando il Salmo 84 e considerando così il valore della presenza di Dio. Domenica 23 agosto la comunità si è riunita per un servizio di Santa Cena, rammemorando così la morte, la risurrezione e il ritorno del Signore Gesù. Ci aspettiamo da   Dio che continui a benedire il Suo popolo e a far crescere la Sua Chiesa.
Antonino Vitale
(Risveglio Pentecostale, novembre 2009)



Il violento nubifragio che giovedì 1 ottobre si è abbattuto sulla riviera ionica messinese tra Briga Marina e Superiore, Giampilieri, Molino, Altolia, Itala, Scaletta Superiore e Scaletta Zanclea Marina ha causato ingenti danni a persone e cose. Dopo l'ultimo sopralluogo risultano 24 morti, 10 dispersi, numerosi feriti e 700 sfollati.
Tra le vittime Onofrio Sturiale (26 anni), un giovane credente della comunità di Messina e tra i dispersi suo fratello minore Alessandro (22 anni). Sosteniamo con la preghiera la loro famiglia.
Nelle altre comunità delle Assemblee di Dio in Italia della nostra zona interessate dal disastro non abbiamo avuto, grazie a Dio, ulteriori vittime, né feriti gravi, né altri dispersi.
A Scaletta Zanclea vi sono sette famiglie di credenti sfollate che sono ospitate in famiglie o in strutture alberghiere per gli ingenti danni subiti alle abitazioni. La sorella Patrizia Marchese è stata miracolosamente tratta in salvo dal fango che aveva già invaso la casa dal cognato Aurelio.
Il nostro locale di culto non ha subito danni, anche se al momento non è agibile perché l'accesso è impedito da un muro di fango che supera i due metri di altezza e ostruisce il cancello di ingresso. La comunità di Scaletta Zanclea è grata a Dio per averla risparmiata da più gravi dolori, nonostante le perdite dei beni materiali e ringrazia di vero cuore la fratellanza per il sostegno delle preghiere e per gli aiuti che sta già ricevendo.
"Ma ora così parla il Signore, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore... Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo" (Isaia 43:1-4). Un caro saluto nell'amore del Signore.
Francesco De Luca
pastore a Scaletta Zanclea
5/10/2009
È possibile sostenere concretamente con aiuti la fratellanza e le popolazioni colpite dal nubifragio nel messinese inviando la propria offerta tramite il fondo SEAS (il Servizio Evangelico di Assistenza Sociale delle Assemblee di Dio in Italia rivolto a quanti sono nel bisogno, senza discriminazione di religione, lingua o razza)
OFFERTE TRAMITE BONIFICO BANCARIO
Banca: MONTE DEI PASCHI DI SIENA - AG.8 FIRENZE
Conto Intestato a: ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA - CASSA NAZIONALE (SEAS)
PER RIMESSE DALL'ITALIA: Codice IBAN: IT 79 V 01030 02808 000000614146
PER RIMESSE DALL'ESTERO: Codice IBAN: IT 79 V 01030 02808 000000614146 -
BIC/SWIFT PASCTM1FI8
Causale: OFFERTA PRO MESSINA.
OFFERTE TRAMITE C/C BANCOPOSTA
Bonifico: CODICE IBAN: IT 35 W 07601 02800 000000317503
Bollettino Postale intestato a ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA - CASSA NAZIONALE c/c
n.317503.
Causale: OFFERTA PRO MESSINA
(dal sito www.adi-it.org)



Con grande gioia posso raccontare come Dio ci ha dato forza per raggiungere, mercoledì 25 marzo, la marina di Santo Stefano di Camastra, portando la Parola del Signore, salendo rapidamente dalla Stazione Ferroviaria fino al paese. I giovani raggiunti hanno mostrato stupore nel sentire che Gesù oggi continua la Sua opera salvifica e libera dal peccato. Preghiamo che Dio tocchi i cuori e dia nuovo vigore, affinché ovunque l'Evangelo di Cristo sia proclamato.
Biagio Vitale


Ringraziamo il Signore per l'occasione di annunciare alla gente il Suo benedetto Nome che Egli ci ha porto domenica 28 dicembre 2008.
In collaborazione con i Giovani della Comunità Evangelica Pentecostale di S. Agata Militello (ME), sono stati distribuiti inviti affinché le persone potessero ascoltare la predicazione dell'Evangelo nella nostra Assemblea qui a S. Stefano.
Dopo l'evangelizzazione, i fedeli si sono riuniti per celebrare il servizio al Signore; il tema del messaggio predicato dal pastore Antonino Vitale ricordava l'Opera compiuta da Cristo per la nostra Salvezza: "e questa è la Parola della Buona Novella che vi è stata annunziata" (I. Pietro 1. 25).
Le anime dei credenti sono state quindi edificate e il Vangelo è stato annunziato ai perduti:
Alleluia!
*




E' con cuore grato a Dio che scriviamo ai lettori del Risveglio Pentecostale: ringraziamo il Signore per le Sue preziose benedizioni.
La nostra Comunità è stata gioiosa nell'ospitare alcuni Suoi servitori, che ci hanno rallegrato, porgendoci l'incoraggiamento e il messaggio della Parola di Dio.
Siamo felici inoltre che un giovane della nostra comunità sia stato battezzato nello Spirito Santo.
Nel mese di giugno 2008 abbiamo avuto la gradita visita del pastore Pietro Siciliano, proveniente da Schopfeim [Germania], che ha condiviso con noi l'esperienza di Nicodemo (Giovanni 3): bisogna nascere di nuovo!
Anime nuove stanno rispondendo alla chiamata rivolta da Gesù. Mio figlio più giovane ha testimoniato della sua fede, scendendo nelle acque battesimali: con Giosuè posso esclamare che "... io e la casa mia serviremo l'Eterno".
Nel mese di luglio, dopo un'attività evangelistica di volantinaggio, sono stati svolti due culti all'aperto a Santo Stefano di Camastra e due a Caronia (ME).
Anche in ottobre abbiamo avuto l'occasione di tenere due culti all'aperto, presso il paese di Marina di Caronia (ME), per poi riunirci, domenica 19 ottobre, in un Culto di Santa Cena, ricordando il sacrificio, la morte e la risurrezione di Cristo Gesù, il pane della vita. Molti hanno ascoltato la Parola del Signore: crediamo fermamente che l'Eterno continuerà la Sua opera, salvando, battezzando nello Spirito Santo, guarendo gli ammalati, rendendoci pronti per il Suo glorioso Ritorno.
Dio ci benedica!
Antonino Vitale
(Risveglio Pentecostale, febbraio 2009)
 
 




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